Antonio

Nasce come imprenditore. Dopo una vita trascorsa tra business e successi, svolto nel mondo della moda e dell’immagine, sperimenta un capovolgimento di valori, attraverso vicissitudini che lo mettono a contatto con la vera essenza dell’essere umano, e che risvegliano qualcosa che dentro di sé esisteva come un richiamo sottovoce ma sempre presente.
Questa profonda crisi interiore lo porta verso scelte fino a quel momento mai considerate.
Inizia col cammino di Santiago da Compostela, che decide di fare per lo più in solitudine, durante il quale, però, quale fa due incontri importanti. Arrivano i primi “maestri”. Riceve risposte e informazioni importanti e, da uno in particolare, il riconoscimento di una energia potente che era soltanto da sviluppare. Torna quindi con l’idea di avvicinarsi al Reiki, così da approfondire la conoscenza dell’energia e le sue proprie potenzialità.  La Vita comincia ad aprirsi e ogni incontro lo conduce sempre più verso il proprio obiettivo. Quello di portare un cambiamento fondamentale nella sua vita e di mettere al servizio degli altri le proprie capacità.
Continua a studiare, a documentarsi, a fare corsi per la propria evoluzione.
Decide di andare in India, prima. Fa esperienza della vita negli Ashram, di grandissimo impatto su di lui. E poi in Tibet. Incontra la meditazione, la diversa spiritualità dei monaci tibetani. Esperienze fondamentali, che lo aprono completamente a nuove convinzioni su se stesso, sugli altri e sul mondo.
Cambia la sua vita personale, con alti e bassi che per un periodo di tempo lo tengono in sospeso tra la vecchia e la nuova vita.

Poi l’incontro col Tantra, “casuale”, come sempre… Segue Daniel Odier, segue Eric Baret, il Tantra non duale del kashmir. E qui finalmente trova la possibilità di conciliare i propri opposti interiori. Sente, in questa Via, che non è obbligato ad una scelta definitiva tra quello che era e quello che stava diventando. Sente la possibilità di non mortificare il corpo in nome della spiritualità. Di non reprimere le proprie contraddizioni ma di accoglierle così come sono, senza giudizio.  Su questo cammino incontra Sharmjla, con la quale inizia uno scambio e un confronto continui in cui uno stimola e apre nuove comprensioni all’altro. Porta nel percorso tantrico la ricchezza di un maschile che riconosce e onora la sacralità del femminile. La spiccata capacità di ascolto sottile dei movimenti energetici, lo rendono determinante nel guidare la donna alla liberazione da blocchi e paure. E risulta molto spesso di riferimento per quegli uomini che vogliono imparare ad entrare in contatto col proprio maschile e con l’universo femminile.

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